Oracolo ed oracolo arabo

Per definizione l’oracolo è un responso profetico pronunciato da una divinità o da un sacerdote, l’uomo ha sempre avuto il bisogno di conoscere il proprio futuro e l’esigenza di poter migliorare il decorrere della sorte.

Già nell’antica Grecia, il responso oracolare rappresentava la risposta divina alle richieste d’aiuto dell’uomo che fosse in cerca di predizioni e indicazioni sul destino ovvero sul futuro suo personale, della sua stirpe o delle sue genti (per esempio i re chiedevano agli oracoli profezie che indicassero le sorti del regno, la fortuna o la sventura di guerre epiche o battaglie).

 oracolo arabo

Nell’antichità l’oracolo era l’intermediario tra l’umano e il divino, il ponte tra due mondi: il terreno e il celeste ovvero il mondo destinato ad una fine e a soccombere al fato (il mondo umano) e quello infinito governato dal volere degli Dei che conoscevano già ogni segreto del destino.

Chi si rivolgeva ad un oracolo chiedeva che i misteri del fato, appunto noti agli Dei e condizionati dalle divinità, gli venissero rivelati. Le rivelazioni oracoli servivano agli umani, che nelle divinità avevano profondamente fede, per evitare azioni funeste e realizzare, al contrario, atti capaci di positive conseguenze.

In sintesi, nell’antichità il ricorso all’oracolo incarnava la speranza dell’uomo di conoscere le vie del destino per incamminassi sulle strade più fortunate. 

Uno degli oracoli più antichi è quello greco di Delfi, la sua storia rintraccia la mitologia greca e resta memorabile, come fu anche l’altrettanto mitico oracolo di Olimpia.

In realtà nell’antica Grecia non vi era tempio pagano che non avesse il suo oracolo ovvero la sua voce divina, il suo personale e fidato Dio dei responsi.

Secondo la storia mitologica greca a Delfi l’oracolo era incarnato dal dio Apollo, subentrato nel santuario alla divinità della terra Ghe e a suo figlio Pitone.

Oggi le divinità Greche sono considerate mitologiche, ma, proprio come nella Grecia antica e mitologica, l’uomo conserva viva e forte la curiosità sul suo futuro, sull’umano destino. E anche dopo secoli, questa curiosità resta animata dalla stessa concezione della vita intesa come susseguirsi di avvenimenti influenzati da un fato.

Quello che fu un tempo l’oracolo è oggi l’oroscopo. 

L’oroscopia rientra nell’alveo delle arti oracolari e in alcune tipologie di oroscopo, storicamente molto antiche, si nascondono profonde radici legate al mito dell’oracolo.

Com’è ovvio, l’oracolo moderno non si sostanzia più in una  domanda posta alla divinità in un tempio, non è più un sacrificio o una supplica, non è più un rito o una credenza. oracolo

Le arti oracoli moderne, piuttosto, si sostanziano nell’interpretazione di antiche categorie di segni (anche i segni zodiacali, o le carte divinatorie) capaci di predire il futuro umano e orientare con i loro responsi il comportamento individuale.

Ogni oracolo ha una sua storia e un decalogo interpretativo che consente all’uomo moderno di comprenderne il linguaggio, fors’anche secolare, e di decodificarne i segni, le tracce e le espressioni.

L’oracolo arabo ha antichissime origini e oggi rappresenta uno degli oroscopi più complessi e misteriosi della storia dell’umanità.

L’oracolo arabo è arrivato in Italia dal mare, la Sicilia è l’area geografica da cui si espande la tradizione di questo remoto oroscopo e ciò storicamente dipende dalla profonda e antica dominazione araba.

La storia dell’oroscopia araba non gode del supporto di fonti scritte: l’oracolo arabo, infatti, è sempre stato tramandato solo oralmente, gran parte del suo mistero come molte difficoltà interpretative dipendono proprio dalla tradizione orale che lo ha sempre caratterizzato.

L’oracolo arabo parte dall’osservazione delle stelle nel momento del parto. 

In questo dato iniziale esso è uguale a qualsiasi altro oroscopo: tutti gli oroscopi, infatti, si fondano sul presupposto che la vita e con essa il carattere, l’indole e quasi tutto il destino umano siano influenzati dalla posizione e dalla condizione degli astri nel cielo al momento della nascita.

La simbologia dell’oracolo arabo è fatta di armi e dipende intimamente dalla filosofia che ispira quest’arte oracolare: per essa la vita è una lotta che bisogna condurre ad armi sguainate nel tentativo di farsi strada migliorando il divenire, gli eventi, i risultati e le prestazioni personali.

In sintesi, l’etica dell’oracolo arabo fonda sul libero arbitrio e lascia al singolo individuo la possibilità di crescere e migliorare se stesso e il proprio modus vivendi (cioè il proprio modo di vivere l’esistenza, inteso come il complesso delle personali condizioni di vita, quali casa, lavoro, contesto abitativo, città e influenze sociali).

Ciò che in primis differenzia l’oracolo arabo da tutti gli altri oroscopi apparentemente sono le armi, ma guardando con più attenzione il cuore di quest’arte oracolare si capisce che è il richiamo al libero arbitrio umano la grande novità di questo oroscopo.

Benché non esistano segni, bensì armi, la vera differenza tra quest’arte oracolare e qualsivoglia altro oroscopo sta nelle ispirazioni di base che fanno dell’oracolo arabo il solo basato sul divenire dell’uomo, sulla libertà decisionale (cosiddetto libero arbitrio) e sulla facoltà umana di migliorare da sé la propria vita inseguendo il destino ma anche supportandolo, sfuggendo alle negatività e facendo posto alle influenze positive del fato.

l'oracolo arabo

Il vero protagonista dell’oracolo arabo è l’uomo.

Questo oracolo si articola intorno a dodici segni grafici rappresentati soltanto da armi (in tutto l’oracolo arabo contempla, quindi, 12 armi), il complesso delle armi descrive e ridisegna le costellazioni ed in particolare ciascun gruppo di armi ha una precisa costellazione di riferimento.

La filosofia dell’oracolo arabo vuole che ciascun individuo nasca sotto un’arma di partenza (cosiddetta arma bianca) ma, considerando il potere dell’uomo di crescere e migliorare se stesso, prevede la possibilità di ogni individuo di raggiungere un traguardo: la cosiddetta arma di arrivo.

L’arma bianca è solo l’impronta prima dell’oracolo, un primo segno del destino che, però, non è un marchio giacché l’uomo può cambiare e mutare migliorando se stesso e la propria condizione: questo è il vero principio ispiratore di tutto l’antico oracolo arabo.

Nell’oracolo arabo tutto parte da un’arma bianca, simbolo della venuta al mondo in un dato momento, quindi, determinata dal destino di nascita e condizionata dalla posizione astrale. Poi, in un processo in perenne divenire, tutto arriva ad un’arma di destinazione o finale, cosiddetta di arrivo.

Nel percorso che va dall’arma di nascita a quella di arrivo contano una pluralità di fattori tra i quali la qualità dell’arma di partenza, ma anche le origini ovvero la provenienza familiare e il contesto socio culturale di nascita. E qui si rafforza la filosofia del “panta rei” propria di questo oracolo (“panta rei” si traduce come: “tutto cambia” o semplicemente come: “divenire”), qui si comprende veramente che l’oracolo arabo riconosce anche il valore pregante e totale delle influenze socio culturali su ogni essere umano.